Nel pomeriggio di mercoledì 18 marzo 2020 si è tenuta la prima “assemblea virtuale” marchigiana sul reddito di quarantena. In tempi di isolamento da coronavirus, la web call ha permesso a tutte quelle figure di lavoro atipico e precario obbligate in casa senza una prospettiva occupazionale e di reddito, di vedersi, confrontarsi e organizzarsi su come tutelare collettivamente salari, diritti e dignità.

L’assemblea è stata convocata dalla rete dei Centri Sociali Marche in relazione con il sindacato di base ADL (Associazione diritti dei Lavoratori)-Cobas. Ha visto la partecipazione attiva di settantuno lavoratrici e lavoratori ed è stata seguita in diretta facebook da più di cento persone.
Lo scopo è quello di costruire un percorso collettivo volto ad ottenere subito un “reddito di quarantena” per affrontare le primissime esigenze economiche e successivamente conquistare maggiori tutele sociali: immaginare e costruire un nuovo welfare che possa garantire salari adeguati, equi e diritti universali a tutte e tutte, indipendentemente da come ognuno di noi è professionalmente e contrattualmente inserito nel mondo del lavoro e della produzione.

I punti principali emersi sono:
Per gli educatori la mancanza di chiarezza rispetto al Decreto sulle forme e i modi di erogazione del sostegno economico e la richiesta del 100% del salario.
Per le partite iva la scarsa attenzione del decreto ad essere chiaro e ad intervenire sulle tante forme delle partite iva, il non accesso ai dispositivi sanitari e agli strumenti di tutela per lavorare in sicurezza e la proroga al 31 maggio che si limita a posticipare e quindi ad aumentare i pagamenti, creando indebitamento.
Gli operatori turistici, sportivi e i lavoratori agricoli hanno denunciato la condizione di precarietà che questi settori produttivi vivono nel sud delle Marche in quanto la crisi economica causata dal covid-19, aggrava un contesto sociale e produttivo già gravemente colpito dal terremoto. Il posticipo dei pagamenti delle tasse produrrà solo maggiore indebitamento da pagare comunque nei prossimi mesi, come già visto proprio nelle zone terremotate
Il decreto “Cura Italia” non dà risposte ai lavoratori a chiamata, agli intermittenti, alle lavoratrici domestiche e ai tirocinanti. Non dice quasi nulla su affitti, bollette e mutui. Infine, mantiene la disparità di diritti tra le categorie classicamente garantite e tutte le altre. Si tace completamento sul lavoro sommerso, grigio e nero.
Il reddito di quarantena deve anche essere finanziato tramite la tassazione dei grandi colossi web che in questo momento di vita virtuale quotidiana, fanno profitto sulle nostra sfera relazionale.

E’ stato inoltre attivato uno sportello virtuale tramite la mail: [email protected] cui inviare quesiti cui risponderà l’ADL.
La prossima web call regionale si terrà nei primi giorni della prossima settimana e continuerà il lavoro di costruzione di questa campagna per il reddito e un nuovo welfare. Invitiamo chi è interessato a seguire la pagina fb redditodiquarantena.

#AssembleaRedditodiQuaratenaMarche