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Abbiamo assunto da subito lo stato di crisi e di emergenza che si è abbattuto sull’Italia e su tutto il mondo. Abbiamo perso il lavoro e non sappiamo come pagare l’affitto e le bollette. Stiamo lavorando da casa, coniugando lavoro produttivo e riproduttivo. Stiamo continuando ad andare a lavoro, rischiando per la salute nostra e degli/delle [email protected] Abbiamo sospeso attività culturali e di produzione sociale, mettendo a rischio la nostra sussistenza economica. Ci stiamo ponendo il tema di come continuare a stare insieme senza contagiarci, come continuare a creare legami e non lasciare [email protected] [email protected], continuare a confrontarci, ragionare e decidere insieme, come condividere fragilità e vulnerabilità, come sconfiggere paure e individualismi, come non isolarsi, come continuare a cooperare e agire politicamente nelle contraddizioni della crisi. Abbiamo iniziato a sperimentare forme diverse e in piattaforma online di assemblee per confrontarci e costruire azioni. Stiamo sviluppando progetti di assistenza telefonica e supporto psicologico. La consapevolezza di essere vulnerabili può renderci più fragili ma la fragilità può aiutarci ad essere migliori, dando meno importanza alla performatività e provando davvero ad avere cura di noi e degli/delle [email protected] Vogliamo sconfiggere insieme la paura e il virus per non cedere all’individualismo e all’isolamento. Per non lasciare [email protected] e indietro [email protected]

Si aggrava il costo sociale della diffusione del Covid19, per i singoli, per gli spazi e le attività sociali e culturali, per le piccole imprese.Sono tanti i soggetti che pagano maggiormente questa crisi perché non tutelati da alcuna forma di garanzia di continuità del reddito e da coperture assicurative adeguate. Migliaia di persone tra le fasce più deboli della società, oltre a doversi preoccupare della tutela della salute, devono trovare il modo di arrivare a fine mese, di non chiudere la propria piccola attività, di pagare affitti, mutui, tasse.

Salute e reddito sono garanzia di una vita degna per [email protected]

Viviamo un’emergenza sanitaria che mette a dura prova il sistema sanitario nazionale, che risente di anni di tagli alla sanità da parte dei diversi governi. Il personale sanitario sta facendo un lavoro straordinario, senza soste e senza condizioni di sicurezza, spesso con contratti precari e al limite della sostenibilità. Molti lavoratori e molte lavoratrici devono continuare a recarsi tutti i giorni a lavoro in luoghi affollati, senza protezioni, in nome di una produttività che deve essere garantita a tutti i costi. [email protected], intermittenti, p.iva o lavoratori/lavoratrici in nero hanno perso il lavoro o hanno sospeso l’attività e non sanno come pagare affitti, bollette, spese quotidiane.Tantissime donne a causa di un sistema familistico e patriarcale devono sobbarcarsi tutto il peso di un lavoro di cura a casa.

È paradossale chiedere di restare a casa e poi obbligare migliaia di persone, spesso già ricattate da precarietà e sfruttamento, a rischiare, continuando a lavorare in condizioni non sicure, la propria incolumità e quella dei propri cari.

È paradossale chiedere di restare a casa senza lavoro e stipendio, senza i soldi per pagare l’affitto, il mutuo, le bollette.

È paradossale chiedere di restare a casa con i propri figli a casa dalla scuola o con i propri cari ammalati senza aiuti, congedi parentali, permessi speciali, rischiando di perdere il lavoro o dovendo coniugare lavoro da casa in smart working e lavoro di casa non retribuito, senza limiti di orari e tutele.

È paradossale chiedere di restare a casa ma in una casa non sicura perché luogo di soprusi e violenze domestiche.

È paradossale chiedere di restare a casa a chi una casa non ce l’ha.

È paradossale chiedere di restare a casa a chi è [email protected] in una cella di un carcere.

È paradossale chiedere di restare a casa ma con le ferie anticipate o arretrate.

Restare a casa per non diffondere il contagio: un diritto da garantire a [email protected]:è necessario fermare attività, servizi e produttività, chiudere impianti, stabilimenti e fabbriche dove si continua a lavorare ad alto rischio di contagio. Per restare a casa sono necessarie tutele, ammortizzatori sociali, sussidi e reddito per [email protected] E allora che sia garantito un #redditodiquarantena, che vengano assicurate per [email protected] le dovute garanzie reddituali, che vengano prese misure concrete per sostenere lavoratori e lavoratrici, precari e precarie degli appalti, intermittenti del mondo dello spettacolo, educatori e educatrici, operatrici e operatori sociali, partite IVA, lavoratori e lavoratrici del turismo, piccole imprese.

Altrimenti #iorestoacasa è un privilegio per pochi, un diritto soltanto per [email protected] 

Diritto alla salute per [email protected]
Reddito di quarantena per [email protected]